Promozione Spettacolo “Tacco 15” Teatro della Cooperativa

PRIMA MILANESE
testo e regia Bebo Storti
con Bebo Storti e Francesca Giacardi
montaggio video Francesca Pesce
compagnia Cattivi Maestri
produzione Teatro della Cooperativa e Cattivi Maestri

Amiche mie dolci, che siete a farvi randellare di santa ragione… lasciatemi i vostri cellulari… un sms un wazzappo e arrivo io… a risolvere i vostri problemi…

La protagonista è Gianna. Gianna è brillante, simpatica, divertente, affascinante eppure… ci inquieta.
Il suo sorriso nasconde qualcosa, il suo sguardo ci spaventa. Il suo passato ci viene svelato, poco a poco, attraverso un ritmo frenetico, canzoni anni Sessanta e parole, fitte e taglienti come lame. Ah dimenticavo… Gianna è una serial killer. C’è un uomo in scena con lei. È un professore? Uno psicologo? Il suo amante? Suo padre? La figura resta avvolta nel mistero fino alla fine. Tacco 15 non è un giallo, non è un horror, non è uno spettacolo sulle donne… è tutto questo messo insieme.

Il progetto prende spunto da alcune testimonianze da me raccolte, anni fa, in un documentario sulle carceri della Lombardia, quasi quaranta ore di registrazione nelle tredici case di pena (così le chiamo io) insieme al mio collaboratore − ero allora consigliere regionale − Andrea Labanca.
Molte testimonianze toccanti, alcune tremende. Quelle femminili in genere.
Poi un’amica, in un’altra occasione, davanti a un paio di spritz mi racconta di donne in carcere e di storie orribili e sconcertanti.
Da lì prende corpo il testo e dalle molte letture e dalle leggi canaglia vigenti in Italia fino a pochi decenni fa, e dalla voglia di immaginare una di queste anime perdute, che si ritrova, magari, in un mondo ancor più orribile. Ma ritrova se stessa. Quella se stessa, figlia dei maltrattamenti, della prostituzione coatta, dell’essere stata giovane, troppo giovane e inerme. Il testo si sviluppa intorno a questa figura di femmina fatale, per i maschi, per le femmine, per se stessa. Canta racconta irride, come una comedian donna bersaglia la società sotto un cono di luce, si veste si spoglia, piange urla maledice prega e… uccide… È grand guignol. È splatter. È quel che la vita riserva alle anime perdute.

 



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